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Come si calcola l'OEE: formula, esempio e valori di riferimento

L'OEE (Overall Equipment Effectiveness) si calcola moltiplicando tre fattori: Disponibilità × Performance × Qualità. La Disponibilità è il tempo produttivo effettivo sul tempo pianificato, la Performance è la produzione reale rispetto alla cadenza teorica, la Qualità è la quota di pezzi buoni al primo passaggio. Un impianto al 90% × 85% × 98% ha un OEE del 75%.

La formula dell'OEE e i suoi tre fattori

L'OEE misura quanta parte del tempo pianificato un impianto trascorre producendo pezzi buoni alla velocità prevista. È un indicatore moltiplicativo, e questa è la sua caratteristica più importante: basta che uno dei tre fattori crolli perché l'intero risultato crolli con lui. Tre fattori all'90% non danno il 90%, danno il 73%.

01

Disponibilità

Tempo di produzione effettivo diviso tempo pianificato. Il tempo pianificato è il tempo in cui l'impianto avrebbe dovuto produrre, al netto delle fermate programmate come pause e manutenzioni pianificate. Cattura guasti, attese di materiale, cambi produzione e ogni fermata non prevista.

02

Performance

Produzione reale diviso produzione teorica nel tempo in cui l'impianto ha girato. Equivale a: (pezzi totali × tempo ciclo ideale) / tempo di produzione effettivo. Cattura i rallentamenti e le micro-fermate, cioè le perdite che nessuno registra perché durano pochi secondi.

03

Qualità

Pezzi buoni al primo passaggio diviso pezzi totali prodotti. I pezzi rilavorati non sono buoni ai fini dell'OEE, anche se poi vengono venduti: hanno consumato tempo macchina due volte.

Esempio di calcolo dell'OEE su un turno

Un turno da 8 ore, cioè 480 minuti, con 30 minuti di pausa programmata. Il tempo pianificato è quindi di 450 minuti. Durante il turno l'impianto si ferma 45 minuti fra un guasto e un cambio produzione.

Disponibilità: (450 − 45) / 450 = 405 / 450 = 90%.

Nei 405 minuti di funzionamento escono 4.590 pezzi, ma il tempo ciclo ideale è di 4,5 secondi per pezzo, cioè 13,33 pezzi al minuto: la macchina avrebbe potuto produrne 5.400. Performance: 4.590 / 5.400 = 85%.

Di quei 4.590 pezzi, 92 sono scarti o rilavorazioni. Qualità: (4.590 − 92) / 4.590 = 4.498 / 4.590 = 98%.

OEE = 0,90 × 0,85 × 0,98 = 0,7497, cioè circa 75%. Detto in modo diverso: su 450 minuti pianificati, l'impianto ha prodotto pezzi buoni alla velocità nominale per l'equivalente di 337 minuti. Gli altri 113 sono la perdita, e la formula dice esattamente dove sono finiti.

Le sei grandi perdite dietro i tre fattori

L'OEE non serve a produrre un numero, serve a sapere dove intervenire. Ogni fattore raccoglie due categorie di perdita, e sono queste che si aggrediscono:

  • Disponibilità — guasti e rotture: le fermate lunghe, le uniche che di solito vengono registrate
  • Disponibilità — setup e regolazioni: i cambi produzione, il terreno della metodologia SMED
  • Performance — micro-fermate: inceppamenti e ripristini di pochi secondi, la perdita più sottovalutata perché nessuno la annota
  • Performance — riduzione di velocità: la macchina gira sotto la cadenza nominale, spesso per prassi consolidate mai riviste
  • Qualità — scarti di avviamento: i pezzi persi nella messa a punto dopo ogni cambio
  • Qualità — scarti di processo: la difettosità a regime, che nei casi migliori si aggredisce risalendo alle cause nei dati

Quale valore di OEE è un buon valore

Il riferimento più citato in letteratura fissa all'85% la soglia di eccellenza per una produzione discreta, scomposta in 90% di disponibilità, 95% di performance e 99% di qualità. È un valore raggiunto da pochi impianti e va preso per quello che è: un traguardo, non una media attesa.

Il confronto che conta davvero è un altro: il proprio OEE di tre mesi fa, sulla stessa linea e con lo stesso metodo di misura. Paragonare l'OEE fra aziende diverse, o anche fra due linee della stessa azienda, dice poco, perché il numero dipende da come si definisce il tempo pianificato e da quali fermate si escludono. Un OEE che sale dal 58% al 66% su una linea vale più di qualsiasi confronto con un benchmark di settore.

Gli errori di calcolo che rendono l'OEE inutile

  • Escludere dal tempo pianificato le fermate scomode (mancanza di ordini, mancanza di materiale) finché l'OEE diventa alto per costruzione
  • Contare come buoni i pezzi rilavorati: nascondono una perdita che è già stata pagata due volte in tempo macchina
  • Usare un tempo ciclo ideale ricavato dalla media storica invece che dalla cadenza nominale: così la Performance tende sempre al 100% e smette di dire qualcosa
  • Cambiare le regole di misura fra un mese e l'altro: la serie storica diventa incomparabile e l'indicatore perde l'unico uso che ha
  • Guardare solo l'OEE aggregato: è la scomposizione nei tre fattori a dire dove intervenire, il numero singolo da solo non guida nessuna decisione
  • Usare l'OEE su una risorsa che non è il collo di bottiglia: alzare l'efficienza di una macchina che non detta il ritmo produce solo più semilavorati in attesa

Da Excel al calcolo automatico

Quasi tutte le aziende iniziano a calcolare l'OEE su un foglio di calcolo compilato a fine turno, ed è il modo giusto di cominciare: costringe a mettersi d'accordo sulle definizioni prima di investire in strumenti. I limiti arrivano presto — la compilazione manuale salta nei turni carichi, proprio quelli che sarebbe più utile misurare, e le causali di fermata vengono attribuite a memoria a fine giornata.

Il passo successivo è prendere i dati dove già esistono: tempi macchina e causali dal MES o dai PLC, ordini e quantità dal gestionale, e costruire un cruscotto che si aggiorna da solo. A quel punto l'OEE smette di essere un rapporto mensile e diventa un indicatore che si guarda mentre il turno è ancora in corso.

FAQ

Calcolo dell'OEE — domande frequenti

01

Qual è la formula dell'OEE?

OEE = Disponibilità × Performance × Qualità. Disponibilità è il tempo produttivo effettivo sul tempo pianificato; Performance è la produzione reale rispetto a quella teorica alla cadenza nominale; Qualità è la quota di pezzi buoni al primo passaggio. Il risultato si esprime in percentuale.

02

Come si calcola l'OEE con un esempio?

Su un turno con 450 minuti pianificati e 45 minuti di fermata, la Disponibilità è 405/450 = 90%. Se escono 4.590 pezzi contro i 5.400 teorici, la Performance è 85%. Se 92 pezzi sono scarti, la Qualità è 98%. L'OEE è 0,90 × 0,85 × 0,98 = 75%.

03

Qual è un buon valore di OEE?

L'85% è la soglia di eccellenza comunemente citata per la produzione discreta (90% disponibilità, 95% performance, 99% qualità), ma è raggiunta da pochi impianti. Il confronto utile non è con un benchmark esterno: è con il proprio valore dei mesi precedenti, misurato con le stesse regole.

04

L'OEE si può calcolare in Excel?

Sì, ed è il modo corretto di iniziare: obbliga a definire tempo pianificato, causali di fermata e tempo ciclo ideale prima di comprare strumenti. Il limite emerge quando la compilazione manuale salta proprio nei turni più carichi e le causali vengono attribuite a memoria a fine giornata.

05

Che differenza c'è tra OEE e disponibilità dell'impianto?

La disponibilità è solo uno dei tre fattori dell'OEE e considera unicamente il tempo. Un impianto può essere disponibile il 95% del tempo e avere un OEE del 60% perché gira sotto cadenza o produce scarti. È la ragione per cui l'OEE si legge sempre scomposto, mai come numero unico.

06

L'OEE va calcolato su tutte le macchine?

No, e farlo è uno degli errori più comuni. Ha senso sul collo di bottiglia e sulle risorse critiche, perché è lì che un punto di OEE si traduce in capacità reale. Su una macchina che non detta il ritmo, aumentare l'OEE produce solo più semilavorati fermi in attesa della fase successiva.

Per approfondire

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Prendere tempi e causali dove già esistono — MES, PLC, gestionale — trasforma l'OEE da rapporto mensile a indicatore che si guarda mentre il turno è in corso.

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